Zeoli: "C'è rammarico per quanto poteva essere e invece non è stato"

Mister Carmine Zeoli, tecnico tra i più esperti e navigati della nostra provincia, ha terminato in anticipo la sua stagione al San Giorgio del Sannio, squadre che, poi, ha a sua volta rinunciato alla prosecuzione del torneo fermandosi all'incirca a metà cammino.
Con l'ormai ex allenatore sangiorgese abbiamo fatto una chiacchierata sul torneo di Seconda Categoria, nello specifico sul girone che lo ha visto protagonista, e su quelle che sono state le vicende della sua ex squadra:
"Voglio anzitutto complimentarmi con il Real San Nicola Manfredi per la meritata vittoria del campionato: vittorie nette come la loro non sono mai frutto del caso ma di una seria programmazione e di una ottima gestione tecnica, oltre che di un valido gruppo squadra.
Anche il We'll Come United di mister Leo Martone mi ha positivamente impressionato: dopo le ovvie difficoltà iniziali, sono stati bravi a riuscire ad esprimere tutto il loro potenziale ed i risultati sul campo li stanno premiando. Non dimentico Molinara e Sporting Pago che sicuramente faranno divertire tifosi ed appassionati nella semifinale play-off che li vedrà opposti: sono due compagini "storiche" della nostra provincia e non è mai facile affrontarle.
Chi, secondo il mio parere, avrebbe potuto fare di più è la Antonio Tedino ma con una stagione condizionata ancora dal covid non è mai facile ottenere quanto si sperava ad inizio stagione.
Ovviamente mi spiace per quanto è accaduto con il San Giorgio del Sannio: quando si arriva ad una separazione e quando poi una società rinuncia a proseguire il torneo le colpe non vanno mai addossate ad una sola componente ma vanno equamente divise. Posso dire che un elemento che ha pesato molto sia nella mia decisione che, secondo me, in quella successiva è stata l'instabilità dovuta alla situazione del campo sportivo. Doversi allenare e dover giocare sempre in "trasferta" non ha reso facile il lavoro di nessuno e ha fatto anche lievitare i costi di gestione della società. Resta, credo a tutti, il grande rammarico per quanto poteva essere ed invece non è stato: forse, non fosse arrivata la pandemia, oggi staremmo a parlare di tutt'altri discorsi.
Per quanto riguarda il mio futuro non sono solito usare frasi del tipo "aspetto il progetto giusto": credo che la parola progetto sia molto inflazionata nel mondo del calcio. Quello che vorrei è una società che sappia riaccendere il fuoco della passione sia in me che nel mio staff. Non dovesse arrivare la proposta giusta non ne farei un dramma: vorrà dire che guarderò il calcio da spettatore e passerò più tempo con i miei nipotini".
